domenica 11 gennaio 2026

“Negli anni senza estate” di FP D'Adamo, la vita di ogni giorno a Vasto nei terribile anni 1816 e 1817

Ieri presso la chiesa dell’Addolorata Francescopaolo D’Adamo,    davanti ad un folto pubblico,   ha presentato il suo ultimo lavoro dal titolo “Negli anni senza estate”, sulla vita a Vasto nei difficili anni 1816, 1817, 1818. 

Molto approfondita l’analisi di don Domenico Spagnoli che in sette punti ha descritto i contenuti del volume e i suoi pregi storici, intimi e spirituali. 

Ma per apprezzare il valore del volume bisogna partire dal misterioso titolo “Negli anni senza estate”. Che cosa significa? Perchè ci furono gli anni senza l’estate? Perchè nel 1816 a Vasto ci fu la disastrosa frana da loggia Amblingh alla Chiesa di San Michele? Perchè nel 1817 a Vasto ci fu l’epidemia con 2.500 morti  su 7.500 abitanti?

La risposta viene da lontano.  Nell'aprile 1815, sull'isola di Sumbawa, in Indonesia, il monte Tambora esplose, mandando 30 chilometri cubici o più di roccia fusa, a 40 chilometri nel cielo, creando un enorme ombrello di cenere. L'anidride solforosa espulsa dal vulcano pian piano circondò tutta la terra. Le particelle ossidate non facevano filtrare la luce del sole e causarono un raffreddamento globale. Le coltivazioni con riuscivano a crescere e i  raccolti furono molto poveri. Tutto ciò portò alla peggiore carestia del XIX secolo. Gli effetti durarono tre anni e l'estate del 1816 diventò nota come "l'anno senza estate". L'estate del 1817 ha avuto esiti simili, con l’aggiunta di epidemie di diverso tipo in Italia e nel mondo. 

E' questo il contesto in cui si muovono i protagonisti della storia di Francescopaolo D’Adamo. Undici personaggi realmente esistiti  a cui l’autore  affida l’arduo compito di raccontare come si viveva a Vasto in quei difficili anni.

I dati principali di ognuno dei personaggi vengono tratti “dal registro dei morti che “non parla di anime o di spiriti, ma di persone, esistite e dimenticate”, che FP D’Adamo torna a far vivere secondo “il loro stato d'animo e la loro immaginazione” , secondo le loro paure, speranze, certezze e fede religiosa. Anni difficili con la terribile frana del 1816, la carestia, e come dicevamo l’epidemia del 1817 con i suoi 2500 morti a Vasto.

Il volume fa scoprire la vita di ogni giorno nella Vasto del tempo, con le sue tristi vicende, ma anche con l’orgoglio di una comunità che si mette assieme e reagisce contro questi eventi. Tutti i personaggi sono facilmente riconoscibili, tutti i luoghi descritti pure. La lettura agevole e scorrevole. Il volume merita di essere letto.

I fondi raccolti con la vendita del volume vanno alla Chiesa dell’Addolorata per le sue esigenze di manutenzione.

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