sabato 25 settembre 2010

"Le bianche colline di Southport" di Florindo Croce: storia di un lavoratore che cerca di difendere i suoi diritti


Florindo Croce ha pubblicato recentemente “Le bianche colline di Southport” in cui racconta la sua storia di lavoratore emarginato dall’azienda, licenziato tre volte, che a tutt’oggi, dopo 16 anni, aspetta l’esito finale del ricorso in Cassazione. La storia di uno dei tanti lavoratori che vivono sulla loro pelle le ristrutturazioni aziendali e le drastiche riduzioni di organico operate dalle multinazionali senza guardare in faccia a nessuno.
L’autore viene inviato da Vasto in Inghilterra a Southport (26 km a nord di Liverpool) per far parte di una task-force internazionale che stava predisponendo il progetto per la costruzione di un nuovo impianto in Iran. Ma dopo alcuni mesi viene rimandato in Italia e nuovamente licenziato. Oggi, dice nell’Introduzione, “all’età di 59 anni, mi ritrovo senza niente, con una laurea in architettura bruciata e con un futuro senza prospettive”. Ma, come dice nelle Conclusioni, “il lettore sappia che l’autore è ancora vivo e che ha tratto da forza e vigore da tutta questa vicenda che in apparenza può sembrare funesta , ma che in realtà gli ha dato lo spunto per una rinascita”, un rinnovato incontro con Cristo, il quale “si lascia trovare sempre a braccia aperte, quando tutto intorno crolla”.
“Le bianche colline di Southport” è diviso in due parti. La prima è il “Diario di un esilio” che fa rivivere attimo per attimo l’angoscia della “inutile” permanenza dello scrittore in Inghilterra; la seconda “Fino agli estremi confini del mondo” che raccoglie 64 poesie scritte durante i vari momenti del suo dramma lavorativo.
In tutto il libro emerge la classica situazione di lotta - a forze impari - tra il singolo lavoratore e il suo datore di lavoro, nell’era della globalizzazione, attraverso il dettagliato rapporto delle angosce quotidiane di una persona “in attesa di giudizio”.
Lo scrittore si innamora di Southport perché è la città cha l’ha accolto in un momento di grande difficoltà. “Southport ti lascio il mio cuore – dice in una poesia – oramai non potrò più fare a meno di te”. Ed in un’altra: “Southport io vado via, torno sconfitto nel mio sud”, ”ma quel falco ferito riprenderà ancora il suo volo”, “mi aspettano ancora cieli alti da volare, e picchiate infinite ancora da fare, con l’aria tersa a sfiorare ancora le mie ali”.

Il libro, pubblicato da Il Torcoliere, è in edizione bilingue, italiano ed inglese, per dare la possibilità ai lettori stranieri - specialmente di Southport - di gustare il testo nella loro lingua.

3 commenti:

Anonimo ha detto...

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Anonimo ha detto...

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