domenica 5 luglio 2009

Uno torna, sta lì, come una aguglia ferma e fredda, fra tanti “scorribandi granchi”, e si chiede s’era meglio starsene altrove.



Quel giorno

Sciabbicava l’onda la corda tesa e dura
Di luna infantile segnato arco d’acqua.

Con la luce prima di un’alba chiara voci
improvvise, in fondo al sacco mille guizzi vani.

Restò ferma la snella aguglia rilucente e fredda
fra scorribandi granchi, specchiato occhio il cielo.

Giuseppe F. Pollutri
Vasto, 28 giugno 2009

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