venerdì 19 dicembre 2025

Credenze Natalizie: quando "lu tecchie (il ciocco) scacciava le streghe

di Giuseppe Catania
Nei 12 giorni che intercorrono tra Natale e l'Epifania si crede che le streghe combinano guai ai danni dell'uomo. Per neutralizzare il potere malvagio delle streghe è uso far ricorso a talune pratiche che vengono tramandate da tempi lontani.

In alcuni paesi, tra Natale e Capodanno, si usa bruciare della resina di pino perché si crede che il fumo abbia il
potere di scacciare gli spiriti maligni.

Si usa anche provocare grandi fragori nei campi o percuotere gli alberi ed i cespugli per allontanare gli spiriti; oppure avvolgere le piante con della paglia per proteggerle dall'azione nefanda delle streghe: solo in tal modo esse vengono allontanate e la loro azione neutralizzata.

L'antica festa del fuoco, consistente nell'accendere dei falò sulla terra durante il solstizio d'inverno, è legata alla credenza che si ha di sostenere l'apparente viaggio del sole nel cielo durante il giorno più corto dell'anno, quando il calore comincia a venire meno e la luce del cielo inizia a crescere, ed è connessa, anzi sopravvive nella vecchia usanza del "ciocco" o "ceppo" di Natale.



Il "ciocco", infatti, non è altro che il corrispondente del falò acceso in casa, invece che all'aperto per ripararsi dal freddo invernale, ed ha credenze pagane. La differenza sta nel fatto che i falò del solstizio erano considerate delle autentiche "feste del fuoco", in cui il popolo si radunava e danzava attorno ai fuochi accesi all'aperto e partecipava alla gioia del calore.



Il rito del "ciocco" di Natale, invece, consisteva nell'accendere un pesante tronco di quercia sul piano del camino domestico perché si riducesse in cenere durante l'anno. La cenere poi veniva raccolta e durante le 12 notti che intercorrono tra Natale e l'Epifania erano sparse sui campi perché favorissero la crescita dei raccolti e proteggessero le piante dalle muffe.



Alcuni credono ancora che nella casa in cui brucia il "ciocco" non cadrà il fulmine e l'abitazione sarà sempre preservata dagli incendi se si tiene sotto il letto un tizzone spento; e gli abitanti, ancora, non soffriranno di geloni.



Altri sono del parere che portare un pezzo di "ceppo" di Natale sul campo si eviterà la caduta della grandine.



Il "ciocco" di Natale macerato nelle acque, secondo alcune credenze, aiuta le vacche nel parto, mentre nasceranno tante galline, agnelli, capretti ed animali da cortile, quante sono le scintille che scoppiano dal ceppo.



Si crede anche che il fuoco, emanazione del calore che viene dal sole, abbia potere di purificazione, cioè che liberi le forze riproduttrici delle piante e degli animali che sono impedite dal freddo o dall'azione fatale delle streghe.

Nessun commento:

Posta un commento