domenica 5 luglio 2009

G8: di cosa si parlerà all'Aquila?

Dal sito de IL MESSAGGERO
G8, l'emergenza occupazione morde

I Grandi della terra si mobilitano
I sindacati: subito un piano per sostenere redditi e crescita
di Luciano Costantini
ROMA (5 luglio) - E’ l’occupazione una delle priorità al tavolo dei Grandi della terra. Perchè la crisi morde ancora e mangia posti di lavoro. Il G8 dell’Aquila sarà anche un laboratorio di idee per poi procedere a interventi coordinati. Rapidi per quanto urgenti. Perchè, dicono i sindacati, non si intravedono quei «green shoots», cioè quei segnali di miglioramento, che alcuni osservatori invece registrano e che farebbero immaginare che il peggio è passato. Le Unions sono pessimiste sui tempi di uscita dalla crisi. Soprattutto sul versante dell’occupazione che è sempre l’ultimo carro che viaggia sui binari della recessione. Nel senso che la disoccupazione cresce di più al termine della traiettoria dell’evoluzione di ogni economia. Ed è una dinamica che seguono anche gli eventuali rimbalzi positivi. Il G8 dell’Aquila può e deve essere un’occasione preziosa per «varare un piano internazionale» - sostengono le organizzazioni dei lavoratori - che «guardi al sostegno dei redditi e alla crescita globale». E’ un appello accorato anche perchè l’Oil (Organizzazione internazionale del lavoro) stima che la disoccupazione probabilmente aumenterà fino a superare i 59 milioni nel mondo entro la fine di quest’anno e che nei Paesi del G8 raddoppierà nei prossimi 18 mesi mentre le economie dei Paesi Ocse si sono contratte ad un tasso annuo dell’8,4% nel primo trimestre del 2009.L’analisi dei sindacati, purtroppo, è confermata dai numeri: nel primo trimestre di quest’anno l’occupazione in Italia è scesa dello 0,9%, portando il tasso di disoccupazione al 7,9%. Non era mai accaduto da 14 anni. Negli Usa è andata ancora peggio: nel giugno la percentuale dei senza lavoro è salita al 9,5%, con 3,4 milioni di disoccupati in più rispetto allo stesso mese del 2008 quando il dato era del 7,4%. E le previsioni formulate dall’Ocse non sono incoraggianti: la disoccupazione dovrebbe continuare a salire nel 2010 fino ad avvicinarsi ad un tasso medio del 10%, rispetto al 7,3% dell’aprile scorso. Saranno oltre 57 milioni le persone disoccupate nei Paesi che fanno parte dell’Organizzazione, con un rialzo da 37,2 milioni registrato alla fine del 2008. Secondo l’Unioncamere però l’emorragia sarà meno grave del previsto, almeno nel settore privato: il calo degli occupati sarà del 2%, pari a 220 unità. Il leader della Cgil, Guglielmo Epifani, vede nero: «Magari la crisi fosse finita come dice il governo. In realtà, sa che i prossimi mesi, stando anche ai nostri dati, saranno quelli più difficili. E gli ultimi provvedimenti sono una piccola goccia nel mare». «Certo - sottolinea il numero uno della Uil, Luigi Angeletti - la velocità con la quale usciremo dalla crisi dipenderà anche da quanti posti di lavoro saremo riusciti a salvare». Il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, avrebbe voluto la presenza dei sindacati al G8 perchè «il mondo del lavoro dovrebbe poter dire la sua per evitare che la finanza, responsabile dalla crisi, continui ad autoregolarsi da sola».

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