giovedì 12 settembre 2019

Dal taccuino di Angelo Del Moro: gli italiani ..."analfabeti funzionali"

NON CAPISCE QUEL CHE LEGGE, NON SA QUEL CHE DICE
di Angelo Del Moro


Quasi la metà degli italiani, il 47%, sono analfabeti funzionali, cioè sanno leggere e scrivere, ma non capiscono certi argomenti, hanno problemi a calcolare, credono a tutto ciò che sentono senza informarsi personalmente.
E' un dato emerso dal Piaac, il Rapporto internazionale sulle competenze degli adulti voluto dall'Ocse, l'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico.

Gli analfabeti funzionali faticano a capire il libretto di istruzioni di un
cellulare o un frullatore, fanno i conti utilizzando le dita, non comprendono i termini di un contratto, quando si imbattono in qualcosa che non sanno non sentono l'esigenza di colmare la lacuna.

Pensare che milioni di italiani sono incapaci di usare le tecnologie digitali, di compilare una domanda di lavoro e per risolvere un problema si affidano all'esperienza pratica altrui è davvero allarmante.
Noi italiani siamo, in quanto lettori di libri, agli ultimi posti in Europa.

Secondo i dati Istat, sono poco più di 20 milioni le persone in Italia che hanno letto un solo libro negli ultimi 12 mesi.

Analfabeti funzionali si nasce ma si può anche diventare. Negli ultimi anni, con lo sviluppo del social, gli analfabeti funzionali stanno creando seri danni: chiunque può postare, commentare, ritwittare sul web distorcendo notizie, creando fake news e diffondendo disinformazione in maniera rapidissima.

La cosa grave è che spesso gli analfabeti funzionali non sanno di esserlo, parlano a sproposito, commentano fatti che non conoscono e addirittura si avventurano in analisi politiche senza avere cognizione di causa, in questa maniera influenzando altre persone come loro.

E dunque necessario sensibilizzare gli adulti ma soprattutto i giovani affinchè capiscano l'importanza della cultura, la necessità di nutrire la mente oltre che il corpo.

Spendiamo moli soldi in cibo, in attività sportive, in trattamenti estetici, ma non ci preoccupiamo allo stesso modo di nutrire il nostro cervello, di stimolarlo, di tenerlo allenato e in forma.

" Stay hungry" diceva nel 2005 il fondatore del colosso americano Apple, Steve Jobs in una delle sue apparizioni pubbliche rivolgendosi a una vasta platea di studenti all'università di Stanford, parole che hanno fatto in un attimo il giro del mondo.

Vasto, 20 agosto 2019

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