mercoledì 14 giugno 2017

...Nel mezzo del cammin di nostra Loggia...MI RITROVAI IN UNA SELVA OSCURA...


L'estate a  Vasto: turisti e  cittadini  delusi 
SELVE   INCOLTE   IMPEDISCONO LA   VISIONE  DEL MARE
di Giuseppe Catania 
Numerosi turisti  e molti  concittadini  ci hanno manifestato  la  loro delusione  perché  le   selve   incolte  che vegetano al  di  sotto  di  via Adriatica, piazza  del  Popolo  e  lungo le  balze  della Loggia  Amblingh, fino  a San Michele,   impediscono  la  visione  della  splendida spiaggia  che   si  snoda fino a  San  Salvo  e   oltre. 

E' un handicap che depone negativamente nel settore dell'accoglienza e lei turismo vastese.

Acacie:  inizio  Loggia piazza Marconi 
La delusione è generale, specie degli ospiti della località turistica vastese, che ci hanno fatto presente questo spettacolo negativo da presentare a chi di dovere, affinchè venga rimosso un ostacolo che pregiudica l'estate vastese e impedisce la spettacolarità dell'ambiente paesaggistico che merita di essere salvaguardato, anziché rovinato dalla selvaggia vegetazione che pregiudica l'assetto urbanistico.
Il turismo vastese non è solamente offrire accoglienza alberghiera, enogastrinomia, sport, igiene, razionale raccolta dei rifiuti,ecc. Ma anche cura estetica del verde, razionale e piacevole vegetazione. Non selvaggia che va eliminata.

Acacie in via Adriatica 
E' un problema di decoro civico, che va di pari passo con le iniziative di tutela della città. Soprattutto di impegno del settore pubblico che è chiamato ad intervenire automaticamente, possibilmente senza alcun invito da parte degli ospiti e dei cittadini.
Giuseppe  Catania

1 commento:

Giuseppe Franco Pollutri ha detto...

Ma non avevate applaudito colui che, in tema di servizi e manutenzione del bene pubblico, venne a ... miracol mostrare? Ovviamente, alla Paganini, i "miracoli" non si ripetono. Forse occorrono soluzioni più razionali, e di certo meno spocchia da un lato, più dignità civica dall' altra. Se mi è dato dirlo, senza che nessuno se ne abbia a male per la mia franchezza.