giovedì 15 giugno 2017

Carlo Della Penna: grande benefattore, pioniere di Italianità in Argentina

Tante le donazioni alla sua città

di GIUSEPPE CATANIA

La città di Vasto non sarà mai abbastanza grata ad un suo figlio che qui pose i presupposti della elevazione socio-culturale dei giovani. È Carlo Della Penna, un pioniere di italianità in terra argentina, artefice di opere umanitarie che recano prestigio a Vasto, ma che la città ha, purtroppo, presto dimenticato, con quella proverbiale ingratitudine che, spesso, contrassegna la civiltà moderna incline a gettare polvere d'oblio su fatti e personaggi che pur hanno onorato il nostro passato.
Carlo Della Penna era nato a Vasto nel 1879. Aveva appena 19 anni quando si imbarcò per l'Argentina. Recava con sé una innata, prepotente, carica giovanile e tanta volontà di
lavorare, con in tasca la licenza tecnica ottenuta a pieni voti e con la borsa di studio deliberata dal consiglio scolastico
Provinciale di Chieti il 13 agosto 1897.
A Buenos Aires Carlo Della Penna giunse senza conoscere lingua e costumi di quel popolo, sconosciuto, senza appoggi. Per vivere  dovette esercitare anche umili mestieri, prima come venditore di giornali, poi di carta e quaderni. Unitosi a Luigi Ruzzi, anch'egli emigrato in Argentina, riuscì a fondare una grande industria per la fabbricazione e la vendita di oggetti di cartoleria, una delle più importanti di quella nazione sudamericana, pubblicando anche numerosi periodici scolastici e culturali, tra cui la rivista mensile "Histonium" in omaggio a Vasto.

 Munifico e generoso, ligio ad un profondo mecenatismo, Carlo Della Penna donò al Museo di Vasto, alcune opere di Filippo Palizzi, insieme alle scaffalature per la collezione delle raccolte delle monete antiche.

Contribuì, con cospicue elargizioni, in favore degli istituti tecnici, dell'Ospedale, ed altri enti che gli valsero la medaglia d'oro del Ministero della Pubblica Istruzione.

 Dopo la Seconda Guerra Mondiale, Carlo Della Penna riuscì finalmente a realizzare il sogno che carezzava da sempre: l'Istituto d'Infanzia "frutto di onorato lavoro svolto in molti anni di permanenza all'estero - come ebbe a scrivere l'ex sindaco avv. Olindo Rocchio - senza alcun contributo esterno", che venne inaugurato l'11 settembre 1955 alla presenza dell'allora Ministro dell'interno Tambroni. L'Istituto d'Infanzia Carlo Della Penna, affidato alla presidenza dell'Avv. Antonio Fanghella, anch'egli animatore e promotore di molte iniziative di qualificata cultura, nel nome e nella munificenza di Carlo Della Penna, divenne un attivo centro di promozione sociale.

 Infatti, nel 1960, Carlo Della Penna concesse il patrocinio e la sede nell'Asilo alla Mostra estemporanea di pittura figurativa ed alla prestigiosa serie dei "Pomeriggi culturali" che videro alternarsi in una raffinata e prestigiosa palestra di cultura scientifica, eminenti studiosi e cattedratici per di battere problemi di attualità.

Carlo Della Penna, frattanto, comunicava al Ministero Nazionale Argentino, l'assegnazione di 40 premi di 10mila pesos ciascuno, ai migliori insegnanti argentini, selezionatidal Consiglio Nazionale dell'Educazione di quella Nazione: un vero esercito pacifico di lotta per l'elevazione del livello culturale delle nuove generazioni.
A Buenos Aires, peraltro, Carlo Della Penna aveva realizzato una scuola capace di mille alunni, per i figli degli emigrati italiani, ove, tra le altre materie di studio, figurava la lingua italiana. Una tale realizzazione venne sottolineata dalla concessione della medaglia d'oro che nel 1959 il Ministro della Pubblica Istruzione conferì a Carlo Della Penna quale bene merito della cultura e per aver mantenuto desti i sentimenti dì italianità all'estero.

 Ma di una ben più importante opera Carlo Della Penna si rendeva protagonista, con la donazione alla famiglia Salesiana di Don Bosco, di un'area estesa circa 4mila metri quadrati, in località Santa Lucia di Vasto. Una tale munifica elargizione consentiva la costruzione del fiorente Centro di Addestramento Professionale per la preparazione seria e qualificata dei quadri tecnici da inserire nella vita attiva e produttiva del paese, quando era in atto il processo della industrializzazione del vastese.

 Da allora il Centro Salesiano ha costituito il fulcro di molteplici iniziative sociali all'insegna della grande lezione di civismo e di profonda spiritualità ereditata da San Giovanni Bosco.
 Giuseppe Catania

1 commento:

Le Beau ha detto...

Un grande uomo che ha dato lustro alla nostra città. Peccato che i nostri amministratori lo abbiano dimenticato.