sabato 1 luglio 2017

Vasto e l'Unità d'Italia: la presidenza onoraria a Garibaldi della Società Operaia di Mutuo Soccorso

di GIUSEPPE CATANIA


L'anelito di libertà che da tempo infiammava i cuori dei vastesi, trova viva testimonianza nella battaglia combattuta all'alba del 7 marzo 1821 presso Rieti, quando un battaglione di volontari, al comando del barone Luigi Cardone, accorse sotto le insegne del generale Guglielmo Pepe, in difesa della Repubblica

Partenopea, contro le truppe tedesche tutto giungere in Italia dai Borboni.

Ma già nel 1799, Vasto aveva pagato, con il tributo di sangue di numerosi suoi concittadini, spietatamente soppressi dalla ferocia dei sanfedisti, lo scotto della libertà.

Ma il grido "All'armi, o cittadini" pronunciato da Gabriele Rossetti, prima della battaglia di Antrodoco, echeggiava più che mai potente per avvampare gli spiriti ardenti dei patrioti vastesi, raccoltisi nel 1842 sotto le insegne della "Giovine Italia”, fondata
a Vasto da Gaetano Crisci, quale preludio per la costituzione di uno schieramento consistente dì forze liberali, poste al comando di Silvio Ciccarone con il grado di maggiore della Guardia Nazionale, pronti ad intervenire.

Frattanto, dopo la rivolta di Palermo, soffocata nel sangue, Giuseppe Garibaldi, partito dallo scoglio di Quarto con i suoi Mille, sbarcava l'undici maggio 1860 a Marsala per proseguire la sua eroica marcia verso il continente.


A Vasto giungeva notizia che il generale Garibaldi era sbarcato a Reggio il giorno 11 agosto o da più parti già si levavano chiare le proposte di intervento, rompendo ogni indugio. Il primo fermento a Vasto in rivolta venne dalla Guardia Nazionale al grido "abbasso" nel confronti del giudice De Pascinìs, sicché iI maggiore Ciccarone si decise il 4 settembre 1860 a guidare la sua milizia per occupare la Sottindentenza e dichiarare decaduta fa monarchia Borbonica, proclamando il governo provvisorio sotto la sua dittatura, chiamando a sindaco della Città Filoteo D'Ippolito.

La città fu subito imbandierata del tricolore, mentre la Guardia Nazionale abbatteva le insegne borboniche e ne disarmava la gendarmeria.

Il Maggiore Silvio Ciccarone, intanto, in un suo proclama, dopo aver reso noti gli avvenimenti, inneggiava all'Italia.

Questo avveniva tre giorni prima che Giuseppe Garibaldi entrasse a Napoli, sicché Vasto fu la prima città dell'Abruzzo ad insorgere contro il regime borbonico, proclamando l'indipendenza nazionale in nome dì Vittorio Emanuele e Giuseppe Garibaldi. 

II fermento patriottico del popolo vastese aveva infiammato la Città, dopo abbattuti gli stemmi borbonici e proclamata l'adesione di Vasto al Regno d'Italia di Vittorio Emanuele. 

Infatti, il 20 ottobre 1860 in occasione della venuta del Re in Abruzzo, dal Municipio di Vasto venne mandato Filoteo Palmieri, insieme al dott. Filoteo D'Ippolito, per porgere il saluto della Città al primo Re d'Italia ospite nella villa di Emidio Coppa a Pescara.

Gli inviati vastesi indirizzarono al Re d'Italia questo messaggio:
"Sire, Noi V'invochiamo a nostro Re perché italiano e perché questo stupendo moto d'Italia e l'opera della Vostra fama e della Vostra virtù! O Voi venite a stendere il Vostro scettro; e Vasto, non ultima fra le città sorelle, fa omaggio al Grande, che se ha operato il miracolo di far ritrovare l'arte smarrita nella concordia fra gli Italiani, opererà pur quello onde l'Italo Regno prosperi e tocchi la meta dei suoi gloriosi destini".

A GARIBALDI LA "PRESIDENZA ONORARIA"  DI DUE IMPORTANTI SODALIZI DI VASTO

L'eroe dei due mondi in quel tempo simboleggiava la fraternità nazionale, oltre che il condottiero che riusciva a travolgere ogni tirannia, polarizzando l'attenzione delle folle. 

Un Comitato delle Signore Vastesi per Garibaldi 
Intanto anche le donne di Vasto vennero coinvolte dal fervido entusiasmo patriottico, sì da fondare, il 27 marzo 1862, il “Comitato delle Signore Vastesi per il Riscatto di Roma e Venezia”.
Dal Comitato venne inviata all'Eroe dei Due Mondi, questa missiva:
"Al Generale Giuseppe Garibaldi. Vasto, 27 marzo 1862. Generale! Alla compiuta redenzione d'Italia noi pure vogliamo concorrere volenteroso. È perciò ci siamo costituite un Comitato per raccogliere l'obolo sacro al riscatto di Roma e Venezia. Ma perché quest'opera abbia felice risultato, è vivo desiderio delle sottoscritte che accettiate la Presidenza onoraria. Il Vostro nome sarà sempre scintilla promotrice di ogni generosa azione. Il cielo vi protegga per la felicità d'Italia. Saluti. Maria Cardone Ciccarone, Rosalia Laccetto Mucci Mariantonia Cardone Nasci, Giulia Virgili Genova, Teresa Heigelin D'Ippolito". 
La risposta di Giuseppe Garibaldi non si fece attendere. Infatti l'Eroe dei Due Mondi così scrisse:
"Pavia, 8 aprile 1862 Al benemerito "Comitato di Signore per Roma e Venezia" Vasto. Accetto con piacere la presidenza del Vostro Comitato. Santa è la missione che vi siete proposta. Attendetevi con fede e perseveranza. Molto potrete giovare alla nostra causa, che è quella di tutti i popoli oppressi e conculcati da despoti stranieri. Ed avrete diritto alla benemerenza d'Italia non solo, ma della intera umanità. Con affetto e gratitudine. Vostro Giuseppe Garibaldi". 
Società Operaia di Mutuo Soccorso 
Il nome di Giuseppe Garibaldi venne subito legato alla istituzione della prestigiosa associazione vastese, la Società Operaia, sorta nel 1864.
Per l'inaugurazione avvenuta il 3 novembre, il Presidente Luigi Del Guercio, nel primo manifesto del sodalizio, tra l'altro scriveva: "Su la libertà nel conflitto scientifico produce il vero, l'amore alle associazioni è mezzo conciliatore nella differenza delle opinioni civili, politiche, religiose. Senza associazione La Patria nostra era fuori il movimento che agita le altre città d'Italia: con una Società Operaia è in relazione con tutti i centri dell'Italia libera. Pochi operai sorretti da sano giudizio e dal senno di benemeriti cittadini in quel dì ci ricordano che siamo un popolo che ha conoscenza de' propri diritti e doveri".
Nel manifesto si invitavano i cittadini a salutare il "primo socio, il rappresentante di tutti gli operai italiani, Giuseppe Garibaldi", che fu nominato anche Primo Presidente Onorario della Società Operaia di Vasto.

GIUSEPPE CATANIA









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