sabato 1 aprile 2017

QUANDO GLI HISTONIESI ANDAVANO ALLE TERME

Rileggiamo la storia e lo splendore della gente del Municipio di Histonium.

di GIUSEPPE CATANIA

VASTUM,OLIM HISTONIUM, MUNICIPIUM ROMANORUM,URBS FIDELISSIMA. Vasto, un tempo Histonium, fu municipio dei romani e città fedelissima all'Impero.
Questo il motto che si legge, a carattere longobardo, attorno allo stemma della Municipalità, arma con scudo inquartato a colori bianco-rosso, sormontato dalla corona marchesale della casata D'Avalos, feudataria, della Città del Vasto.

Nella parte orientale della Città colpita dalla frana del 1956, le continue campagne di scavi condotte dalla Soprintendenza alle Antichità di Chieti, hanno portato negli anni ’70 alla luce un complesso termale di notevole proporzione e di inestimabile pregio artistico.
Sono tre i pavimenti, due a mosaico e uno in marmo, delle terme di Histonium, affiorati
finora, tutti di rara bellezza, che non hanno eguali a confronto di altri reperti archeologici rinvenuti in Italia.
E’ la testimonianza del grado di civiltà e di opulenza che il Municipio di Histonium raggiunse durante l'Impero romano.
La popolazione di Histonium aveva ottenuto la cittadinanza romana, con facoltà di emettere leggi e regolamenti in uniformità alla Legge di Roma, eleggere propri esponenti politici ed amministrativi a rappresentare la Città nell'Urbe.

Personaggi illustri e potenti di Histonium balzarono agli onori della gloria per le imprese di cui furono protagonisti e per il prestigio ottenuto in carriere brillanti.


CAIO HOSIDIO GETA, nel 43 d.C., con il grado di Legato (Ambasciatore) dell'Imperatore Claudio, al comando dell'esercito di Roma, sbaragliò quello nemico, occupando, al primo scontro, l'Inghilterra.
Anche se non rivestiva il ruolo di Console, al suo ritorno in patria, ricevette le insegne del trionfo a carico dello Stato,mentre gli Histoniesi gli dedicarono un monumento pedestre nella città natale.
PUBLIO PAQUIO SCEVA fu Questore e Giudice, Pretore dell'erario, Proconsole a Cipro. Nel Museo Civico di Vasto si conserva il sepolcro bisomo in cui, per sua volontà, venne deposto il corpo di Paquio Sceva, insieme a quello della moglie FLAVIA, pur possedendo una tomba fuori porta Latina in Roma.
MARCO BEBIO: di lui si ricordano le cariche di Edile (responsabile dei Mercati, dell'approvvigionamento, della polizia, della manutenzione delle strade della Città), di Questore (Sovrintendente del Tesoro pubblico), di Magistrato con Patronato su Histonium, di Flamine (Sacerdote) nominato dall'Imperatore Vespasiano. Quando morì, la Città gli decretò il funerale a spese pubbliche,mentre, a spese del Decurionato romano, venne eretta una statua equestre con uno scudo d'argento, e il popolo histoniese eresse una statua pedestre.
LUCIO VALERIO PUDENTE, a 13 anni, venne proclamato poeta latino, nel 106 d.C., ricevendo la palma della vittoria dalle mani dell'Imperatore, imponendosi su tutti gli altri concorrenti provenienti dalle province romane. L'Imperatore Antonino Pio lo nominò, successivamente, Procuratore delle Imposte a lsernia.

Ad Histonium alla gente patrizia appartenevano i DIDIA, gli HELVIDIA, i VIBIA, di cui si ha abbondante testimonianza nelle lapidi custodite nel Museo Archeologico. 

Tanto onore rispecchia la magnificenza di Histonium il cui municipio era dotato del Campidoglio, del Foro, dei templi dedicati a Giove, Ercole, Cerere, Bacco, dell'Anfiteatro (le tracce sono visibili a Piazza Rossetti) di un efficiente porto militare e commerciale nei pressi del promontorio di Punta Penna (Buca),di empori,fabbriche, edifici di notevole armonica architettura, dislocati lungo la direttrice della strada Consolare Traiano Frentana che da Pescara, lungo la costa toccava Histonium nella zona delle Terme, rasentava l'Anfiteatro, proseguendo verso S. Antonio Abate per toccare San Salvo e dirigersi a Brindisi.

Gli histoniesi avevano raggiunto un elevato grado di civiltà e di agiatezza e lo dimostrano la magnificenza del complesso termale.
Un ESEMPIO delle tipiche terme romane 

Qui i cittadini di Histonium si riunivano per godere delle comodità, dello sfarzo e della sontuosità del luogo, passeggiare nei lussureggianti giardini, raccogliersi nelle sale di lettura, fare i bagni nel tradizionale rituale. 

Prima nella CELLA TEPIDARIA (o TEPIDARIUM) per, il bagno caldo; passare quindi nella CELLA FRIGIDARIA (FRIGIDARIUM) per rinfrescarsi e poi, per i bagni di vapore, nel CALIDARIUM.
II pavimento del SUDATORIO aveva un doppio fondo separato da fessure, attraverso le quali passava il calore. L'APODYTERIUM era il locale, ove ci si spogliava. Vi era anche la sala per il massaggio detta UNCTARIUM per le frizioni al corpo con degli arnesi detti STRIGLES.

L'uso dei locali, aperto a uomini e donne, indiscriminatamente, il bagno era promiscuo, l'acqua ed il riscaldamento, erano a carico dello Stato, ma spesso qualche privato speculatore contribuiva nelle spesa,mentre i bagnini erano pagati da chi se ne serviva.
Le Terme aprivano verso le due del pomeriggio e chiudevano prima di notte.

I pavimenti delle Terme di Histonium
Dell'edificio termale di Histonium sono affiorati finora tre pavimenti.

Terrme  di Histonium 

II primo   (foto sopra) nel 1975, costituito da un raffinato musaico di incalcolabile bellezza, di cui però, già nel 1712, come riferiscono gli storici dell'epoca, si conoscevano le dimensioni: palmi 4-4 di lunghezza e 30 di larghezza. Decorazioni geometriche si succedono a motivi marini, con raffigurazioni mitologiche: delfini e mostri dalla testa di cane o di cavallo e coda di pesce, che richiamano i pavimenti a mosaico delle Terme di Nettuno a Ostia,del III secolo d.C.
La tecnica compositiva richiama quella ellenistica che i romani impiegarono superandola e raggiungendo effetti di grande fastosità. Tecnica e raffigurazione che possiamo paragonare al pavimento di un edificio costruito nel 79 d.Cristo a Fishbourne, a ovest di Chichester, uno dei palazzi più raffinati di epoca imperiale,scoperto nel I960. Tale pavimento reca decorazioni geometriche, mostri marini con testa di cane o di cavallo e coda di pesce,cdelfini, eguali a quelli di Histonium.

Nell'autunno 1994, però seguendo gli scavi nell'area termale, venne alla luce un raffinato lastricato di marmo serpentino, proveniente dall'Egitto, come ebbe a sottolineare l'Ispettore della Soprintendenza alle Antichità, Andrea Staffa, che si avvaleva della collaborazione dell'archeologa Roberta Odoardi, dell'Assistente Osvaldo Corneli e dell'esperto restauratore Michele Montanaro. Particolare la dedica incisa su di una lastra di marmo: D D JULIA CORNELIA, cioè (Dono Dedit) dono di Giulia Cornelia, la donna che ne fece dono, forse una matrona che voleva passare nella memoria dei posteri. Con molta probabilità questo pavimento di marmo costituiva l'APODITERIUM, cioè il locale adibito a spogliatoio.
Terme di Histonium
Ai primi di luglio 1997, altra sensazionale scoperta, dovuta all’intuito dell'Assistente della Soprintendenza alle Antichità a fianco dell'Ispettore Andrea Staffa. Intento a procedere nella delimitazione del parco archeologico progettato dal Comune di Vasto, Osvaldo Corneli effettua un saggio e scopre un altro pavimento a mosaico di enormi proporzioni, ben 200 mq., che ha sorpreso gli organi della Soprintendenza.
"Da Ravenna e fino alla Puglia - rilevava il Soprintendente Andrea Staffa - non vi è una testimonianza più suggestiva e meglio conservata, paragonabile ai pavimenti musivi di Ostia, Pompei, Piazza Armerina".
La figura centrale è quella del Dio Nettuno (Foto sopra) che regge un tridente (neIla mano sinistra) e solleva (con la destra) un delfino, nella classica raffigurazione mitologica. Compaiono motivi floreali e geometrici culminanti a cuspidi tridentati, che avvolgono figure femminili, le Nerei-di, che cavalcano mostri o cavalli marini. Le tessere del mosaico, bianco-nero sono composte con estrema raffinatezza. Il pavimento ha una decorazione marginale con una successione di PELTA, cioè una sorta di scudo ellittico troncato in alto, seguita da una sottile fascia bordata da altre due accentuate.

La speranza di trovare il quarto pavimento
La Soprintendenza continuò a sorvegliare diligentemente e condurre i lavori di recupero dell'area termale di Histonium, eseguiti accuratamente e con professionalità, dall'Impresa Cioci di Canzano, specializzata nel campo. L'Ispettore Andrea Staffa all’epoca chiese al Ministero un sostanziale finanziamento,oltre quello messo a disposizione dal Comune di Vasto, per completare i lavori di restauro dei reperti rinvenuti e proseguire in una più mirata campagna di scavi per altre importanti scoperte.
Infatti, si era alla ricerca di un quarto pavimento, stando alla tecnica costruttiva di edifici termali ed alle fasi rituali dei bagni che comprendono l'APODYTERIUM (spogliatoio), il CALIDARIUM (bagno caldo), il FRIGIDARIUM (bagno freddo), il TEPIDARIUM (bagno di vapore o sauna). Due pavimenti a mosaico, destinati ai bagni, sono stati già recuperati, perciò si spera di completare il ciclo anche per stabilire la destinazione di essi e la loro funzione.
Le ricerche dovevano coinvolgere anche il settore dell'Arena alle Grazie,al centro della quale si trova il tracciato della strada Consolare romana (interrata nella platea), e un'edicola medievale (anche essa interrata affiorata durante la costruzione del teatro all'aperto).
Ma non si ebbero riscontri in tal senso.
Fu solo sistemata l’intera area, per valorizzare al meglio quanto venuto alla luce: parte determinante dell’incalcolabile patrimonio archeologico di Vasto, destinato ad entrare nel circuito internazionale del turismo.

GIUSEPPE CATANIA

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