domenica 12 marzo 2017

LE NECROPOLI ROMANE DELL'ANTICA HISTONIUM

di GIUSEPPE CATANIA
Non a caso a Vasto, eseguendosi lavori di scavi per costruzioni, vengono alla luce iscrizioni lapidarie funerarie. Il museo civico vastese custodisce, grazie alla previdenza dei nostri avi, numerosi elementi di scavo di notevole importanza storica che testimoniano, non solo la presenza nella romana Histonium di una stirpe illustre, ma anche il culto per i defunti di cui si aveva una particolare venerazione.
Sulla esistenza delle diverse necropoli nella zona di « Histonium » oltre alla fonte storica di Luigi Marchesani (Storia di Vasto), ci sovviene il volume edito negli anni scorsi dalla Amministrazione comunale di Vasto a cura dell'arch. Alfredo Marinucci, dal titolo « Le iscrizioni del Gabinetto archeologico di Vasto ».
Una strada romana
(immagine di repertorio)
Riferisce, infatti, il Marinucci che, « nei pressi di Histonium, a nord (verso via Incoronata) le sepolture si allineano principalmente lungo quella via che, iniziando alle foci dell'Aterno attraversava l'intero comprensorio frentano-carecino- lucano e giungevano a Gnathia, via che chiamiamo convenzionalmente frentana.
Giunte in corrispondenza della città, le tombe si dispongono lungo i lati (settentrionale ed occidentale) e una via lastricata, che forse scendeva al mare e di cui, presso la chiesa di S. Maria delle Grazie, nella seconda metà del XIII secolo, si scoprirono due tratti (lato settentrionale), e segnandone, in base all'uso antico di porre le tombe fuori dell'abitato, con grande esattezza i confini e comprovando,
insieme alle indicazioni che facilmente si traggono dalla lettura di una mappa di Vasto, come l'interruzione sui lati predetti delle vie ortogonali e degli isolati rettangolari non sia un fatto casuale, ma corrisponda effettivamente al limite dell'abitato romano.
La prima area del sepolcreto urbano comprende i luoghi posti tra via Crispi e via Roma a sud, il vallone di San Sebastiano ad ovest e la chiesa della Madonna delle Grazie ad est (tegoloni, pavimenti musivi, in opera spiccata, nuclei di colombari in contrada Santa Lucia, la Cappella della Madonna del Soccorso, in realtà una tomba a pianta rettangolare con volta a botte in opera cementizia e con "probabile rivestimento in opera reticolato).
Da S. Sebastiano le tombe perdono l'orientamento est- ovest, per assumerne uno nord-sud e proseguono, passando per piazza Damante, fino a piazza Barbacani, in cui abbiamo i ritrovamenti più abbondanti. Ugualmente a sud ,di Histonium, le tombe proseguono lungo la frentana verso Larinum.
Il tipo prevalente di sepoltura è l'inumazione, mentre l'incinerazione pur presente, è più rara; la tipologia più diffusa delle tombe è quella a tegoloni, con copertura a cappuccina, ma ne dovettero senz'altro esistere altre di un più complesso sviluppo architettonico: basti pensare al sarcofago di P. Paquius Sceva, che implica un sepolcro di notevoli proporzioni.
Di queste tombe monumentali possono ravvisarsi resti della Cappella della Madonna del Soccorso, nei pavimenti musivi rinvenuti fuori dell'abitato, presso la Chiesa della Madonna delle Grazie, in quelli in opus spicatum visti nella stessa zona, e nei due nuclei di colombario esistenti ancora nel secolo scorso in contrada Santa Lucia, all'uscita di Vasto. »
 Ancora oggi, estendendosi l'impianto urbanistico della moderna Vasto, si incontrano avanzi di sepolcreti, che comprovano gli studi ed i rilievi che i tecnici hanno effettuato nel corso degli anni.
 GIUSEPPE CATANIA
STELE FUNERARIE
1.DI FAUSTINA VISSUTA 15 ANNI
2 DI CAIO FIGELLIO FRONTONE VISSUTO 9 ANNI OTTO MESI E DUE GIORNI (RINVENUTA NELLA CHIESA DI S. MARIA MAGGIORE)
3. DI TITO GIULIO HILARI PUDENTE  (APPARTENENTE ALLA RACCOLTA GENOVA)
4. DI MEVIA VITTORIA DEDICATA DALLA SORELLA CASSANDRA (RINVENUTA IN PIAZZA BARBACANI)

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