mercoledì 31 gennaio 2018

I nomi di Vasto nella storia: Iston-Histonium-Guastod'Aimone-Guasto-Vasto-Istonio-Vasto

1938-1944: Vasto ritorna al nome romano, Istonio.
Sulla fontana i simboli sabaudi e fascisti. 
di Giuseppe Catania
Storia e leggenda sono legate alle vicende dell'odierna Vasto, già culla di millenarie civiltà qui fiorente sin dalla gente primigenia.

Fu la terra d'Abruzzo, infatti, ad emergere per prima dalle acque e per i suoi monti e per le valli echeggiò il nome Italia perché abbondanti erano gli allevamenti di vitelli, dal cui "vitulos" derivò l'appellativo.

Da queste parti fiorirono le civiltà degli Osci, popolo dedito alla coltivazione della terra, che precedettero gli Etruschi.

Nei musei civici di Palazzo d'Avalos rilevanti sono le testimonianze di queste presenze con due tavole "Osche"
incise su due facce e statue e fittili di fattura etrusca.

L'allevamento degli ovini e la produzione e la lavorazione della lana attrasse, nel sito ove ora sorge la città, una colonia greca, dopo la guerra di Troia, e la leggenda narra che a fondare un primo insediamento fosse l'eroe greco Diomede.

I traffici commerciali tra la Grecia e questa colonia che aveva come approdo il porto di "S. Nicola della Meta" erano fiorenti e la località adriatica venne identificata con il nome "iston" che in greco significa "tessuto di lana", proprio per indicare il luogo dove la gente lavorava la lana.

Durante l'espansione dell'impero romano Iston prese nome Histonium, divenendo fiorente municipio alleato di Roma con governo autonomo. In epoca imperiale Histonium espresse il maggior splendore con magnifici templi dedicati a Èrcole, Cerere, Giove Capitolino, Marte, Bacco, gli edifici pubblici, tra cui il Campidoglio, le Terme, il porto di Buca, in prossimità di Punta Penna, l'approdo più importante della costa adriatica.

Numerosi i cittadini illustri del municipio di Histonium tra cui Publio Paquio Sceva, questore e procuratore della provincia di Cipro; Marco Bebio Suetro Marcelle patrono del Municipio di Histonium nel 70 d.C.; Caio Hosidio Geta, questore di Histonium che, nel 43 d.C. era condottiero dell'esercito romano nella conquista della Britannia; Lucio Valerio Pudente, tredicenne incoronato, nel 108 d.C., poeta latino in Campidoglio a Roma. Ancora Oplaco Hosidio, istoniese, comandante del drappello frentano, che scagliò la lancia contro Pirro, nella battaglia di Eraclea, colpendo il destriere del re.

Nell'802 Histonium venne devastato dall'esercito dei franchi di Pipino il Breve, qui giunto per debellare la rivolta del duca di Benevento Grimoaldo, ed il territorio venne dato al Gastaldo Aymone di Dordona, da cui prese nome, come Guasto di Aymone (in lingua germanica Castaldia ovvero WASTHALDEN, significa residenza del gastaldo).

Da qui inizia il declino del "Guasto" oggetto di incursioni e rapine da parte dei Normanni, Saraceni, Turchi.

Dalla seconda metà del 1500 "Guasto di Aymone" divenuto Vasto è feudo dei Caldora e poi dei D'Avalos che ne sono signori per oltre tre secoli.

Il 29 marzo 1710 Carlo III. d'Austria, con suo diploma concede a Vasto il privilegio del titolo di "Città".

Questo nome, durante l'avvento del fascismo, in omaggio alla dilagante romanità dell'Italia, nel 1938 venne mutato in "Istonio", ricalcando l'Histonium di epoca romana.

Dopo la parentesi della seconda guerra mondiale, il 16 novembre 1944, la città ritorna al nome di Vasto.
Cambiano anche alcune denominazioni di strade date dal regime, come via XXI | aprile che diviene via Leopardi; Corso Littorio in Corso Nuova Italia ed ora, semplicemente corso Italia; piazza Umberto I diventa "Piazza Del Popolo", che è il cognome di una facoltosa famiglia di Vasto.

Alcuni simboli del deprecato ventennio vengono cancellati, come è avvenuto per l'edificio di destra (ex scuole elementari) di corso Italia dove risultano cancellati i due fasci littori; mentre quello di sinistra conserva ancora i fasci, senza la scure.

Insomma il 16 novembre 1944 per Vasto è una data storica perché segna il ritorno alla sua precedente denominazione di Vasto. Un appunto per gli storici e per quanti sono appassionati di vicende patrie.

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