sabato 25 luglio 2015

Alla (ri)scoperta di Vasto: La Torre di Bassano e l'antica cinta muraria


La Torre di Bassano e la cinta muraria a fine '800
II monumento, esempio di arte militare risale all'anno 1439 
di Giuseppe Catania
 A piazza Rossetti, la principale della Città del Vasto, dove si affacciano le più importanti testimonianze
storiche ed architettoniche, il turista ha una visione spettacolare: vi è il
monumento al poeta esule Gabriele Rossetti, il Castello Cal- doresco, la chiesa di San Francesco di Paola ed altri edifici storico che decorano l'ambiente. E soprattutto vi è la "Torre di Bassano" la cui costruzione risale, probabilmente, al 1439, quando Giacomo Caldora innalzò le solide mura per difendere la Città, con una serie di torri disposte a intervalli.
Archivio Ida Candeloro

 La Torre Bassano rappresenta un esempio di arte difensiva militare, unica nel meridione d'Italia, per fattura e per armonica proporzione. "Ha quattro appartamenti, come scrive Luigi Marchesani nella storia di Vasto, è tuttora intera: v'è infissa pietra che presenta armi regie, stemma dell'Università e corrono numeri, che forse pur segnando il 1439; a piè di essa verso San Francesco, sporge tettoia su pinta rozza immagine di Maria Santissima: opera di coloro i cui congiunti furono colà uccidi con archibugiate quali rivoltosi del 1799". Una testimonianza antica che vuole additare alle generazioni future lo splendore di un'epoca che a Vasto vide 1'affermazione dell'arte e dall'architettura. "La torre di Bassano al primo piano comprende una serie di archetti che assumono forma di sporgenti merlature che producano un rigonfiamento del dìametro esterno del cilindro in aggetto,con le mensole ad arco, ma meno accentuato che nei bastioni del Castello Medievale. Al piano superiore la costruzione si restringe ed appare smussata ad ovolo,per proseguire poi a forma cilindrica. Il ,piano ultimo è decorato da uno spalto che fuoriesce, il cui parapetto è sorretto da mensoloni collegati con archetti semiovali a morbida curvatura. Al di sopra corre un nuovo cordone che è sovrastato da un parapetto che culmina a merlatura. Venne restaurata sotto il dominio dei D'Avalos nel '500 e, nel secolo XVI passò definitivamente in proprietà dei Bassano. Il nome dei Bassano deriva dalla stirpe vissuta per due secoli, di antica famiglia ottomana di Padova, attratta a Vasto dallo splendore della vita dei Marchesi D'Avalos.

 Uno dei Bassano era seguito da uno schiavo turco che, nel 1602, venne graziato e battezzato alla fede cristiana dall'arciprete Chiocchi, nel corso di una festa popolare. Un altro Bassao, Carlo, morto nel XVII secolo, ebbe sepoltura nella Chiesa di Santa Maria Maggiore. Altri successori furono signori di Tufillo, con il titolo di marchesi,in remunerazione dei servigi resi alle corona di Spagna. Abbracciata la fede cristiana, la stirpe dei "Bassano" fu così denominata dopo aver mutato il titolo di "Bascià". Nel 1814 sulla torre venne collocato il telegrafo che era già installato all'Aragona e qui venne riportato nel 1839. Con il tempo, pur troppo, la torre fu irrimediabilmente manomessa, perché vennero aperti due balconi con inferriata lungo l'affusolato fronte che guarda la piazza, in modo del tutto irrazionale e con soluzione architettonica negativa che, oltre a compromettere l'equilibrio e l'armonia ambientale, rovina anche un insigne monumento. Dopo il restauro degli anni scorsi i balconi sono scomparsi, ma non le lunghe aperture.
 GIUSEPPE CATANIA

Nessun commento: