lunedì 19 giugno 2017

LA MANIA DI STORPIARE I NOMI DELLE STRADE VASTESI

Frutto di superficialità e incultura: Vico Pacchia, via Cono a mare, Vico del Moschetto,  Aderci e altro ancora.
Tre esempi da correggere in
vico Moschetta (personaggio),
 via Bebia, non Bebbia (Lat. Baebius),
D'Erce, non Aderci.

 di GIUSEPPE CATANIA
Vasto può vantare il primato mondiale nel settore della toponomastica incolta e confusionaria, frutto di una colpevole superficialità con cui, non da ora, sono state intitolate strade, piazze, località. Molte di esse seppur legate ad una antica tradizione storica, risultano arbitrariamente etichettate con errori madornali che debbono pur essere corretti, per far sì che la
toponomastica vastese sia aderente alla realtà e non inviti a sorridere alla ignoranza pubblica.
Noi offriamo alcuni esempi di aberranti intestazioni.
Partiamo dai nomi che si riferiscono al tempo di Roma.

VICO PACHIA (precedente intestazione VIA PACCHIA) un vicoletto sito nel quartiere di Santa Maria Maggiore. Errata l'attuale denominazione  che, più corretta, sarebbe VIA PAQUIO, che si riferisce al proconsole Publio Paquio (o Pachio) Sceva,che fu Pretore e Magistrato, Sovrintendente alle vie di comunicazione extraurbane (Curator Viarum Extraurbem) e anche Tribuno e Proconsole a Cipro. Nel Museo Archeologico di Palazzo D'Avalos si conserva il sarcofago "bisomo" che
conteneva il corpo di Publio Paquio Sceva e quello delle moglie Flavia. Nella parte destra e sinistra sono incise le iscrizioni della genealogia dei coniugi e le cariche ricoperte dall'illustre personaggio.

VIA BEBBIA, tra la cattedrale e piazza Caprioli, è riferita alla nobile famiglia romana di Marcus BAEBIUS. Più corretta VIA BEBIA. 

VIA ELOIDIA, piccola traversa su via Roma, dovrebbe essere VIA HELVIDIA LASCIVIA, Nobile Istoniese

PUNTA ADERCI vuole indicare la località sita a Punta Penna, errata nella segnaletica, perchè, se esaminiamo le carte geografiohe dell'Istituto Nazionale, il toponimo esatto è indicato "PUNTA D'ERCE", riferibile al promontorio dove esisteva un luogo fortificato, inaccessibile  (dal latino ARX,ARCIS s sommità di un colle ; dal greco HERCOS = luogo fortificato; ARKHAIOS dal greco per indicare une località remota.Nella zona esisteva una colonia greca stanziata lungo il litorale).

CONO a MARE, non ha alcun riferimento al cono di gelato! E', invece, riferibile  alla cappella di CONA a MARE (cioè Icona) con il trittico che raffigura la Vergine, con il Bambino in grembo e ai lati Santa Caterina di Alessandria e San Nicola di Bari, dipinto da Michele Greco di Valona, su commissione di Cola Bevilacqua (un commerciante che trafficava con l'altra sponda adriatica) a devozione della Madonna. Tale cappella fu distrutta dalla frana del 1816 e il  trittico venne trasportato nella chiesa di San Giuseppe (oggi Cattedrale). Il dipinto, restaurato, è custodito nella Chiesa con il titolo "Mater Misericordiae".

VICO DEL MOSCHETTO, una viuzza sulla passeggiata della Loggia Amblingh, Ristorante "Le Cisterne". Evidentemente qualche grafico analfabeta e burlone si è divertito a manipolare la corretta intestazione della strada che va "corretta" in VICO MOSCHETTA riferita ad una famiglia vissuta tra il 1500/1600 (Giovanni 1529; Onofrio 1570, deputato tra i 60 al Parlamento;"Ascanio, Sindaco nel 1585; Giovanni Battista 1612; Claudio 1653). "Molti Moschetta - riferisce Luigi Marchesani nella sue "Storia di Vasto" (pubblicata a Napoli il 16 febbraio 1938) furono dottori secolari ed ecclesiastici, addetti al buon Governo di Vasto".
Toponomastica irrazionale e incolta, affidata ad analfabeti scrivani che si sono divertiti a storpiare le intestazioni delle strade, offendendo l'intelligenza dei
"distratti" cittadini e delle stesse autorità preposte al decoro civico che sono chiamate a correggere gli "errori" di cui si offrono alla derisione pubblica.

BELVEDERE ROMANI, non "Romano". L'area fuori Porta Nuova è intestata al dottor fisico Francesco Romani, che introdusse, per primo in Italia e in Inghilterra l'Omeopatia. Nacque a Vasto il 24.9.1785 da Eligio e Grazia Laccetti, ed ebbe suoi allievi Gabriele Rossetti e Roberto Betti ed
altri intellettuali che fecero parte del cenacolo culturale "Atene degli Abruzzi". Cultore della letteratura scrisse il famoso sonetto "Sciaraballeine".
Lasciò per Vasto 600 ducati annui, di cui 100 da destinare a quattro giovinette in procinto si sposarsi, di estrazione contadina; e un terreno al "Belvedere Romani" (l'attuale piazza fuori Porta Nuova ). Promosse la nascita della Cattedra ambulante di Agricoltura, la prima in Italia con sezioni ad Atessa, Gissi e Castiglione Messer Marino.

VIA CANACCIO - Scrive lo storico Luigi Marchesani:" Mi pare esser questo un soprannome perché trovò, tra le famiglie vastesi del 1522, Giovanni de Donato Canazo (o Canazzo)" come risulta da numerosi documenti, illustri esponenti che onorarono il casato, che successivamente,  impressero alla famiglia la denominazione "Canaccio" Giuseppe Antonio, dottore in legge fu eletto mastrogiurato e scampò da un colpo di pistola, quando si affacciò dalla
finestra della sue abitazione, per ricevere l'omaggio della folla.

Per evitare errori,  i cognomi dei personaggi dovrebbero essere accompagnati anche dal nome di battesimo, professione, data di nascita e di morte.
Esempio: la denominazione piazza Caprioli, che non è riferita agli animali, dovrebbe essere scritta nel seguente modo.
Piazza
VIRGILIO CAPRIOLI
Giureconsulto-Storico
1548- 1608

 Di altri madornali errori avremo modo di scrivere ancora.
Insomma una Toponomastica irrazionale e incolta, affidata spesso nel tempo ad analfabeti scrivani che si sono divertiti a storpiare le intestazioni delle strade, offendendo l'intelligenza dei cittadini. Le autorità preposte al decoro civico  sono chiamate a correggere gli "errori" per non incorrere nella derisione pubblica.


GIUSEPPE CATANIA

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